Stai navigandoL'Hotel dei Parchi e il Lago di Garda nell'archivio per febbraio, 2010.
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Archiviato in febbraio, 2010
“E’ Divino perché ci fa sentire il corpo e poi ce lo porta improvvisamente via; perché è attraverso lo sguardo che riesce a coinvolgere e riempire tutti i sensi; e la musica, che gli dà la possibilità di pensare e poi costruire i passi, le coreografie e tutte le movenze, arriva paradossalmente in ritardo al nostro orecchio e solo successivamente ci conduce a comprendere che la danza è fatta per coinvolgere i sensi del pubblico.
Divino Tango è uno spettacolo di Tango argentino, con la regia di Adrian Aragon e la partecipazione della Pasiones Company. Le musiche presentano, tra le altre, opere di Astor Piazzolla, Carlos Gardel, Francisco Canaro e le nuove creazioni di Luis Corallini. In un’ora e mezzo di spettacolo generoso i dodici ballerini interpretano vari quadri, in cui l’Argentina prende vita attraverso la loro danza, che fa parte della sua storia, del suo patrimonio e ora anche di quello di tutta l’umanità. Le scene – composte spesso da giochi di luci e di immagini realizzate al computer – sono un riferimento vivo alla città di Buenos Aires. Ma tutto il resto è puramente musica e corpo.
E allora il tango ci affascina perché pur essendo la più sensuale delle danze, in cui la coppia si muove insieme, toccandosi, incrociando le gambe le une tra le altre, facendo perdere e dimenticare a volte che esiste un perimetro di confine tra un corpo e l’altro, rimane una danza sempre al limite dell’astrazione. Le linee geometriche che i corpi vanno prima suggerendo e poi formando, ballando, sono la rappresentazione visiva ma anche la percezione mentale di una figura che si erge e si eleva. Che diventa emblema della figura per eccellenza e che in questa sua assolutezza perde i caratteri della specificità – che sono poi quelli che creano l’attrazione sensuale e il risveglio dei sensi. Ma ancora, immediatamente dopo…
Dopo due anni di assenza, torna a Verona l’ottava edizione di “Luxury and Yachts”, la fiera del lusso made in Italy. Il salone internazionale, per la prima volta, si trasformerà in un duplice e prezioso appuntamento. La prima tappa si svolgerà presso Veronafiere dal 26 febbraio al 1 marzo 2010, in un salone dedicato al lusso, all’esclusività, alla bellezza autentica espressa in oggetti inediti e straordinari in contemporanea con S.I.G. – IV Salone Italiano del Golf. La manifestazione caratterizzata da un allestimento curatissimo in ogni dettaglio, è stata ideata e creata nel 2003 da Luciano Coin, eclettico imprenditore vicentino che ha saputo offrire ad aziende e artigiani del vero lusso un salotto raffinato ed esclusivo frequentato da molti amanti e cultori del bello. Da allora è diventata un appuntamento importante per gli espositori, aziende e artigiani che si occupano di prodotti di alta qualità. Luxury and Yatches presenta, come ogni anno, molte novità ma, soprattutto, diverse anteprime assolute, ancora “Top Secret”, appositamente ideate e create in limited edition, e che costituiscono le principali attrazioni del salone per il pubblico e per i principali media italiani ed internazionali. Auto (gli ultimi modelli di Ferrari, Lamborghini, Maserati, Zonda Pagani, unitamente ad auto di nicchia per amatori), barche, aerei, elicotteri, orologi, gioielli, antiquariato, arte moderna e contemporanea, arredi, alta tecnologia, abbigliamento, calzature, borse, accessori, pellicceria, attrezzature per il benessere, viaggi di lusso, immobili di pregio, editoria, saranno le principali categorie merceologiche che esprimeranno l’eccellenza made in Italy. Altra novità importante per l’edizione veronese è lo svolgimento in contemporanea di S.I.G. – IV edizione del Salone Italiano del Golf e la messa in scena di “Tesori dal Tempo – VI edizione della Biennale Antiquaria”. “Tesori dal Tempo”, racconterà in grande stile alcune delle più interessanti pagine di arte e cultura antica mai dimenticate ed una ristretta e selezionatissima cerchia…
Il 2010 è l’Anno Giubilare per il Santuario della Madonna del Frassino di Peschiera del Garda.

E’ stato inaugurato martedì 8 dicembre al Santuario della Madonna del Frassino di Peschiera del Garda per l’apertura dell’Anno Giubilare, l’Anno Santo con cui il Santuario celebra i 500 anni dall’Apparizione della Vergine, avvenuta l’11 maggio 1510.
“….addì 11 maggio dell’anno 1510 mentre un contadino stava in campagna nella Contrada della Pigna ad acconciar viti, scorgendo quivi poco lontano una spaventosa serpe, restò per timore, come privo di sensi. Onde alzando gli ochhi al Cielo, e alla Vergine Santissima Avvocata raccomandandosi, vide quivi fra le verdeggianti fronde di un frassino la di Lei figura: avanti la quale genuflesso, scacciato ogni timore, anzi pieno di grande consolazione, rese le dovute grazie, si levò in piedi di quivi e tutto giubilante se la portò a casa.”
Così recita la cronaca di P.Bartolomeo Spicciani che nel 1656 ricordava l’avvenimento prodigioso che aveva portato alla nascita del Santuario dove da 500 anni dimora la piccola statuina apparsa al quel giovane contadino: un’esile ed elegante statuetta in terracotta, alta 14 centimetri, che raffigurala Vergine dai lineamenti assai delicati che sta ritta su un piccolo piedistallo; avvolta da una lunga veste stringe al seno con la sua destra il Bambino, mentre con la sinistra raccoglie il manto davanti a sè.
Ad aprire ufficialmente l’Anno Giubilare è stata la Santa Messa il giorno 8 dicembre, presieduta da Frate Bruno Miele, ministro provinciale dei Frati Minori del Veneto e Friuli Venezia Giulia, custodi del Santuario.
L’Anno Santo del Santuario si concluderà l’8 Dicembre 2010: per tutti i giorni, sino a quella data, i suoi visitatori e i fedeli potranno ottenere l’Indulgenza Plenaria (liberazione totale dalla pena temporale dovuta per i peccati), secondo le modalità decise dalla Penitenziera Apostolica che, per mandato del Sommo Pontefice ha concesso “L’Indulgenza Plenaria, in forma di Giubileo, dall’8 dicembre 2009 all’8 dicembre 2010″. La grande festa religiosa dell’Anno Giubilare del Santuario del Frassino sarà accompagnata da un intenso calendario di eventi anche culturali curato in collaborazione e con il Patrocinio del Comune di Peschiera del Garda. Per il programma e per ilformazioni visitate il sito http://www.santuariodelfrassino.it.
Carnevale è da sempre la festa dei bambini, ma coinvolge anche gli adulti. Anzi, si potrebbe dire che è un modo per i grandi di ritornare bambini, approfittando di questi giorni per giustificare l’allegria e le stramberie che raggiungono i livelli massimi nella settimana di chiusura del Carnevale.
Le origini della festa sono religiose, infatti il Carnevale è collegato direttamente alla Pasqua, che cade sempre la domenica dopo il primo plenilunio di primavera. Dalla Pasqua si sottraggono 6 settimane (di cui 5 sono di Quaresima) e la settimana precedente ad esse è quella in cui si festeggia il Carnevale.
Questa parola deriva forse dal latino medievale carnem levare, cioè “togliere la carne” dalla dieta, in osservanza al divieto cattolico di mangiare carne durante la Quaresima.
Protagoniste del Carnevale da sempre sono le maschere. Forse esistono da sempre; le portavano gli uomini delle caverne quando si dedicavano ai loro strani riti magici. Ci sono due tipi di maschere: quelle facciali che nascondono il volto e quelle a elmo che nascondono completamente la testa.
Nel 1800 la maschera si usava nei balli e nei festeggiamenti di carnevale. Cinquecento anni fa gli attori della Commedia dell’Arte crearono le maschere personaggio e dal servo sciocco e dall’ intrigante nacquero maschere come Arlecchino e Brighella. In teatro mantennero a lungo questa caratteristica, finché il declino della Commedia dell’ Arte li allontanò pian piano dai palcoscenici per limitare la loro presenza nei teatri dei burattini e nelle sfilate di carnevale.
Fra le maschere italiane, quella di Arlecchino é certamente la più conosciuta e popolare. Le sue origini si possono rintracciare nella figura del “diavolo burlone” delle favole medievali e in seguito nel “buffone” delle compagnie di comici girovaghi alle corti principesche o fra i saltimbanchi e gli acrobati nelle fiere e nei mercati dei sobborghi, sempre affollati di gente in cerca di divertimento.
Nativo di Bergamo bassa, parla nel dialetto di quella terra, ma poi lo muterà in quello veneto, più dolce ed aggraziato. Il suo vestito era dapprima tutto bianco, come quello di Pulcinella, suo degno compare. Col tempo a furia di rattoppi con pezzi di stoffa di ogni genere, é diventato quello che oggi tutti conosciamo: un variopinto abito composto da un corto giubbetto e da un paio di pantaloni attillati, entrambi a losanghe e triangoli di tutti i colori.
Arlecchino ha un carattere stravagante e scapestrato. Ne combina di tutti i colori, inventa imbrogli e burle a spese dei padroni avidi e taccagni dei quali é a servizio, ma non gliene va bene una. Intendiamoci, Arlecchino non é uno stupido; magari è un ingenuo, talvolta forse un po’ sciocco, ma ricco di fantasia e immaginazione. Quanto a lavorare nemmeno a parlarne; fra Arlecchino ed il lavoro c’é una profonda incompatibilità; però fa lavorare la lingua, e molto! I suoi lazzi, le sue battute, le sue ingenue spiritosaggini, fanno ridere a crepapelle tutti quanti. Quando poi non sa come cavarsi da un impaccio o a liberarsi da un guaio, Arlecchino diventa un abile maestro nel far funzionare le gambe: capriole, piroette e salti acrobatici. Vivace, scanzonato, pieno di brio e di trovate, Arlecchino è la più simpatica fra tutte le maschere italiane.
L’eterna fidanzata di Arlecchino, Colombina, è la più conosciuta fra…
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