Stai navigandoL'Hotel dei Parchi e il Lago di Garda nell'archivio per dicembre, 2009.
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Archiviato in dicembre, 2009
Villa Pellegrini Cipolla: suoni e sapori nel gioiello del tardo Illuminismo veronese.

“Incastonata” tra le rive del Lago di Garda e le pendici del Monte Baldo, Villa Pellegrini Cipolla è un gioiello del tardo Illuminismo veronese ispirato da Scipione Maffei, attento alla riorganizzazione delle terre e alla cultura della villeggiatura.
Costruita nel 1760 dall’architetto Conte Ignazio Pellegrini, ha ospitato numerosi personaggi illustri come Napoleone Bonaparte nel XVIII secolo, durante la battaglia di Rivoli, mentre il Presidente Luigi Einaudi trovava spesso riposo nelle stanze e nel giardino della Villa durante le sue visite a Verona.
La villa è inserita nel contesto di un grandioso parco con giardino all’italiana, che permette di avere fino a 1000 ospiti a sedere, ed è collocata nel piccolo e caratteristico paesino di Castion Veronese.
Le sale, decorate e affrescate, hanno capienza complessiva per 280 ospiti a sedere e, insieme al parco, sono la soluzione ideale per ricevimenti, cene di gala, meeting, riunioni, eventi aziendali e congressuali, workshop, photo-shooting, mostre e iniziative culturali.
L’Opera e la grande musica, infine, non potevano mancare data la vicinanza all’Arena di Verona; anteprime, recital, concerti, cene concerto, allestimenti di vere Opere in villa sono frutto di oltre dieci anni di esperienza in questo ambito.
L’ampio parcheggio è facilmente raggiungibile da Verona, dal Garda e da fuori provincia, grazie alla vicinanza del casello autostradale di Affi e altre tangenziali di collegamento.
L’efficienza organizzativa e gestionale della struttura è garantita dall’esperienza e dalla competenza acquisite nel settore del catering e del banqueting, unitamente alle esperienze del Responsabile della Location nel campo degli eventi e dell’incoming.
“SUONI E SAPORI IN VILLA”
Sonorità raffinate e cucina elegante si incontrano negli spazi di Villa Pellegrini Cipolla lungo l’intero arco dell’anno.
Due programmi diversi accompagnano gli amanti della musica e dei sapori: uno legato alle festività più importanti, l’altro dedicato alla grande musica. La lirica…
Natale e Capodanno a Bardolino tra “presepi in vetrina”, tombole e piste di pattinaggio.

Un mese di festa a Bardolino dal 6 dicembre al 6 gennaio. E’ questa l’iniziativa che il celebre paese del Lago di Garda ha pensato per le festività natalizie del 2009. Un programma ricco di eventi per grandi e piccini…spettacoli per bambini, spettacoli teatrali, esibizione di cori natalizi, Supertombola di Natale, per poi finire con il grande falò “Brusa la vecia” che si terrà martedì 6 gennaio sul Lungolago Preite.
Da non perdere la mostra di presepi artigianali nelle vetrine del centro storico curata da ConfCommercio di Bardolino, la grande pista di pattinaggio nella piazza del Porto e il tradizionale Concerto di Capodanno, che si terrà nella Chiesa Parrocchiale.
Presso la Chiesa Parrocchiale sarà inoltre celebrata alle ore 18.00 del giorno di Natale la Santa Messa con la speciale partecipazione del soprano Katia Ricciarelli.
E per chi ama attendere l’Anno Nuovo in piazza, dalle ore 20.00 in Piazza Lenotti verranno servite le deliziose “Paparele con i fegadini” e a mezzanotte non potrà mancare un brindisi con spumante, pandoro e fuochi d’artificio in Piazza del Porto.
Un mese ricco di eventi a Bardolino, assolutamente da non perdere!
Scarica il Programma completo.
Peschiera del Garda candidata ad entrare nella lista Unesco come città bene dell’umanità.

Fonte: L’Arena.
Con Bergamo e Venezia la linea delle roccaforti della Serenissima aspira alla tutela. L’assessore: “La nostra è l’unica sull’acqua”.
C’è anche Peschiera del Garda nel gruppo di città candidate ad entrare nella lista dei beni patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Il progetto, di cui è capofila la città di Bergamo, ha come oggetto la valorizzazione e tutela del sito “Le opere di difesa veneziane tra il XV e XVIII secolo” e che riguarda anche Venezia oltre ad una serie di località ubicate all’interno di territori un tempo appartenenti allo Stato della Serenissima Repubblica: Istria, Dalmazia, parte dell’Albania, del Montenegro, di Grecia e Cipro.
“Siamo stati contattati dall’amministrazione di Bergamo, che ha proposto questo sito seriale e transnazionale costituito dalle maggiori città fortificate, di terraferma e di mare, della Repubblica Serenissima”, spiega infatti Eva di Lorenzo, assessore al patrimonio storico. “L’idea, che abbiamo subito pienamente condiviso, è stata quella di riunire in un’unica candidatura più località che vantano un patrimonio architettonico di eccezionale valore e che hanno una comune matrice storico-culturale: si tratta di città accomunate dall’essere state fortificate in quanto punti nevralgici che si trovano lungo la rotta strategico-commerciale e culturale dello stato veneziano”.
“Questo itinerario – continua l’assessore – aveva il suo punto di partenza a Famagosta, approdo in cui confluivano le mercanzie provenienti dai vari scalo del Mediterraneo Orientale e che poi venivano trasportate con le navi sino a Venezia; da qui le merci raggiungevano per via terrestre l’ultima tappa in territorio veneziano ovvero Bergamo, da dove poi, oltrepassate le Alpi, raggiungevano i mercati europei”.
La relazione tra le località candidate è del tutto evidente. “Le nostre città possono vantare, tra le loro ricchezze urbanistiche, proprio una possente cinta muraria cinquecentesca, che è stata conservata praticamente integra. E quella di Peschiera – sottolinea ancora l’assessore Di Lorenzo – ha la particolarità, credo unica, di essere completamente sull’acqua”.
Il dossier che ha accompagnato la presentazione ufficiale della candidatura è stato redatto da uno studio professionale incaricato dalla stesso comune di Bergamo. “E’ un progetto sicuramente ambizioso ma che andava sicuramente perseguito; perché siamo assolutamente convinti – conclude Di Lorenzo – che il patrimonio architettonico e storico della nostra cittadina meriti anche questo straordinario riconoscimento”.

Lo scorso 4 dicembre è stata inaugurata presso il Museo di Santa Giulia a Brescia la mostra “Inca”, dedicata alle civiltà precolombiane, un viaggio lungo 3000 anni di storia, alla scoperta dei misteri delle civiltà dell’oro. Sarà possibile visitare la mostra fino al 27 giugno 2010.
Attraverso una panoramica di splendidi reperti, l’esposizione ripercorre le tappe principali delle civiltà che si sono susseguite in Perù e documenta le loro straordinarie realizzazioni. Sono presentati oltre 250 reperti: grandi opere in ceramica, raffinate lavorazioni in oro, turchese, legno, nonché tessuti con applicazioni di penne, in una straordinaria varietà di espressioni artistiche. È un percorso ricco e articolato, un viaggio alla scoperta della visione sacra del mondo che caratterizzò le culture dell’antico Perù. La mostra evoca la magia e il mistero che ancora avvolge questa civiltà, svelando i riti e le celebrazioni che hanno ritmato la vita. Si scopre il profondo rapporto che legava i popoli preispanici alla natura che li circondava e che essi osservavano, rispettavano e veneravano. Emerge la spiritualità quale elemento portante di queste civiltà intimamente legate alle forze che controllavano l’ordine dell’universo e garantivano la stessa sopravvivenza dell’uomo.
La mostra è un’occasione per vedere riuniti tumi (coltelli) sacrificali, maschere funerarie, narigueras, orecchini, collari, diademi e vestiti ricoperti di placche dorate. I reperti esposti richiamano le celebrazioni, i riti, le danze e le musiche che accompagnavano i momenti salienti della vita di questi popoli. Tra le sale espositive risuona un senso del sacro sorprendentemente vicino, in un dispiegarsi di materiali di rara bellezza. Così le civiltà dell’oro si svelano in tutto il loro splendore: un tripudio di espressioni, forme, stilemi, simboli per sempre capaci di affascinare.
La mostra si snoda attraverso 9 sezioni che mettono in luce gli elementi salienti delle civiltà precolombiane dell’antico Perù. Viene svelato lo splendore dei loro reperti in oro, argento e in leghe diverse, e l’abilità delle raffinatissime lavorazioni a cui questi popoli sono giunti. Oggetti preziosi, opere in legno, terrecotte, tessuti dipinti sono espressione di una particolarissima visione del cosmo. I simboli raffigurati sui reperti esposti permettono di scorgere il rapporto che queste popolazioni avevano con la natura, gli dei, il sole, la luna e gli enigmi della vita e della morte.
La mostra è aperta da lunedì a giovedì dalle 9:00 alle 19:00. Da venerdì a domenica dalle 9:00 alle 20:00. Rimane chiusa il 24, 25 e 31 dicembre. Per informazioni e prenotazioni, chiamare il numero verde: 800-775083.
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